Menu
Sei qui: HomeATTIVITA'da VisitareIl porto romano di Classe

Il porto romano di Classe

Porto di Classe (dal latino “classis” che significa flotta).

Oltre ad un bacino d'acqua, è possibile vedere i resti di edifici, una strada lastricata con trachiti.

Locazione: Ravenna sul Mar Adriatico, area sud, vicino a S.Apollinare in Classe. All’epoca romana la città era completamente circondata dal mare e da paludi che la rendevano inaccessibile per via terrestre. 

La regione era ricca di pinete che fornivano il legname per la costruzione degli scafi delle navi.

Data di costruzione: Dal I secolo d.C. durante il regno di Ottaviano Augusto. 

Gli scavi sono ancora in corso.

 

Data di costruzione: Dal I secolo d.C. durante il regno di Ottaviano Augusto. Gli scavi sono ancora in corso.
Si è ritrovato:

  1. le fondazioni di magazzini per lo stoccaggio delle merci situati lungo una via che costeggiava il canale portuale. Sulla carreggiata si vedono ancora i solchi delle ruote dei carri;
  2. un sistema fognario molto sviluppato;
  3. un intero edificio con portici all’interno e all’esterno;
  4. degli opifici con forni per la produzione di ceramiche e lampade ad olio;
  5. delle necropoli.

Le navi potevano attraccare lungo le mura della città o in un canale che attraversava il centro abitato.

Il porto ospitava una flotta militare a disposizione della quale l'imperatore aveva messo un'intera legione. In seguito diventò anche porto commerciale.
Un canale, chiamato Fossa Augustea, collegava il porto al fiume Po e permetteva accogliere fino a 250 triremi e 10000 marinai (detti Altro Secondo Plinio il Vecchio)

Dagli scavi del 1974 è emerso, nel podere Chiavichetta, uno dei quartieri portuali di quello che può essere definito l'antenato dell'attuale porto commerciale di Ravenna.

Col porto anche Ravenna ebbe maggiore importanza, tanto più che Augusto volle costruire una strada che unisse Ravenna con il porto stesso e che continuasse fino a Rimini.

La nuova strada consentiva quindi di giungere da Ravenna a Rimini passando da Classe.

Rimini era poi unita a Roma per mezzo della via Flaminia.

Su questa strada che scorreva tra paludi, pineta e mare sorse una terza cittadina: Cesarea, di cui oggi è rimasto solo il nome di una strada oltre Porta Nuova. Oggi è scomparso anche il porto di Classe, così come scomparsi sono canali e paludi.

Il Porto di Classe fu unito, per mezzo d'un largo canale, al ramo meridionale del Po, questo per risolvere il problema dell’interramento del porto di classe. E' questa la Fossa Augustea la quale, prima di raggiungere Ravenna, sembra che si dividesse in due rami: uno girava attorno alle mura, venendo in tal modo a garantire una maggiore difesa; l'altro scorreva in mezzo all'abitato, agevolando così i commerci. Il suo corso, ricercato da geografi e topografi, è stato rintracciato e seguito per circa 10 chilometri da S. Alberto fino alle porte della città, che pare la attraversasse lungo l'attuale Via di Roma, uscendo verso SE per gettarsi entro il canale del porto.

La fossa fu scavata da migliaia di schiavi in un arco di tempo di cinque anni. Era larga non meno di 50 metri, profonda almeno 4 metri.

La FOSSA AUGUSTEA serviva per tenere libera l'imboccatura del porto determinando una corrente d'acqua che disperdeva le sabbie provvedeva al transito di ciò che abbisognava alla flotta: legname, derrate alimentari, ecc. 

porto di Classe reappresentato a Sant'Apollinare nuovo

 Giovanna Montevecchi - La Fenice Archeologia e Restauro S.r.l. Concessionario dei Servizi Aggiuntivi per il Polo Archeologico dell'Emilia Romagna

La zona di Classe, oltre che centro urbano e sede di numerose basiliche cristiane, fu, in epoca tardoantica e bizantina, base di un porto commerciale; uno dei quartieri portuali che lo costituivano fu rinvenuto nel podere Chiavichetta a partire dal 1974.
Tale rinvenimento ha permesso di evidenziare alcuni magazzini, un impianto produttivo e due strade: nel settore maggiormente indagato sono state individuate le fondazioni dei magazzini di stoccaggio e deposito, che si affacciavano su di una strada basolata in trachiti; la via segue l'andamento del canale e reca i solchi lasciati dalle ruote dei carri.
Fra un magazzino e l'altro funzionava un sistema fognario pubblico molto sviluppato che scaricava le acque di raccolta nel canale portuale.
Un solo edificio é stato scavato interamente: presenta un portico sul canale, a cui si accedeva tramite alcuni gradoni, un portico prospiciente la strada e un interno suddiviso in navate da pilastri che sostenevano il tetto; all'interno del magazzino vi era un pozzo di raccolta dell'acqua di falda e una cisterna per l'acqua piovana.
Nella zona sud dell'area archeologica funzionava una struttura produttiva: si tratta di un ambiente di estese dimensioni, non ancora completamente scavato, con un forno per ceramica e uno per lucerne.
A partire dal IV secolo e soprattutto nel V-VI d.C. a Classe sorsero le basiliche cristiane: vennero edificate sia nell'area abitata (cattedrale petriana e basilica di S. Severo) sia nella zona extra muraria con le basiliche cimiteriali (S. Apollinare, S. Probo, S. Eufemia, S. Eleucadio).
Inoltre più a Sud sorgeva presumibilmente un piccolo centro abitato con relativa basilica ed annesso battistero denominata convenzionalmente "Cà Bianca" e rinvenuta nelle vicinanze di una necropoli (Palazzette) frequentata dal I al IV sec. d.C. 
Nell'area della basilica di S. Severo, scavata a partire dal 1964, sono stati riportati in luce notevoli porzioni di pavimenti musivi relativi alla chiesa di S. Severo e parte del sottostante edificio romano di età adrianea; il progetto di apertura al pubblico, avviato nel 1987 con il finanziamento della copertura del complesso, prevede la ricollocazione dei mosaici pavimentali.
La Soprintendenza Archeologica, che gestisce l'area archeologica, ha già avviato alcune collaborazione sia con l'Università di Bologna e di Ravenna sia con altre università straniere per la realizzazione di scavi in zone di diverso interesse archeologico, fra cui anche le necropoli.

 

La zona archeologica corrisponde al bacino d'acqua che faceva parte del Porto di Classe, la più grande base navale romana dell'Adriatico e del Mediterraneo Orientale, con le sue duecentocinquanta navi e i duoi diecimila classiari.Oltre ad un bacino d'acqua, è possibile vedere i resti di edifici, una strada lastricata con trachiti (vedi figura)

 

 


L'area del quartiere portuale nel podere Chiavichetta é aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9,00 alle 16,00 durante l'inverno e fino alle 19,00 durante l'estate; é possibile prenotare visite guidate telefonando allo 0339 895769.
Le altre zone non sono ancora fruibili dal pubblico.

Accessibilità: Da Ravenna centro in direzione Classe o Rimini a km 5, voltare a sinistra dopo il Ponte sui Fiumi Uniti per Lido di Dante, a pochi metri si trova l'entrata della Zona archeologica. Parcheggio per auto e bus presso l'entrata. Bus 4 e 40 da Stazione FFSS

Speciale siti e musei archeologici - pag. 6 [1999 - N.6] Vedi fonte

<<  Ottobre 2014  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Ultime da Lido di Classe

 

Il Comitato Cittadino di LIDO di CLASSE ringrazia gli Sponsor  ( Vedi tutti )

Go to top